Spettacolo «IL ROSSO DEL MIO SANGUE» (8-9-10 novembre 2019)

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«IL ROSSO DEL MIO SANGUE» spettacolo scritto e diretto da Francesca Rossi.

Con: Francesca Martelli, Lorenza Guerra, Daniele Esposito, Alessandro Fanti.

Video di Alessandro Scotti.

Venerdì 8 novembre 2019 h. 21:00 / Sabato 9 novembre 2019 h. 21:00 / Domenica 10 novembre 2019 h. 18:00.

Per info e prenotazioni: 389-52.99.672

Sinossi: «Un padre e una figlia: due testimoni avvolti in una triangolazione, ma inconsapevoli; impossibilitati a dirsi “ti voglio bene” per le tante incomprensioni, violenze e per un amore incompreso. Una figlia-bambina che, tra coriandoli e stelline, percepisce suo padre come vecchio, protettivo, accudente e premuroso. Lei è arrivata dopo la morte di un altro figlio: innocente, amato e desiderato da anni. Adesso c’è lei: nata per portare luce e gioia a suo padre.Poi la figlia-bambina diviene figlia-donna e lo sguardo del padre si volge altrove. Egli, anzi, inizia a rifiutare la figlia: la umilia, la attacca e, così, finisce un idillio durato anni… anni di parchi gioco, bicicletta e gite fuori scuola.
La figlia resta imprigionata in uno specchio di desiderio, perché non le viene concesso di accedere al legame; perché un’altra figura femminile della famiglia non vuole e, anche, la vampirizza. Una condizione esistenziale naturale comincia così a venire meno, determinando un blocco di vita. Poi… il capovolgimento. Tra i ricordi, i pianti e le urla di ribellione confuse con il suono dell’ elicottero da corteo, per riscattarsi, la figlia si accorge che, d’improvviso, un conto alla rovescia è iniziato e che il tempo a disposizione si è esaurito.
Arriva il momento della cura, delle bende, delle visite in ospedale al padre. La morte sorride dietro al doppio
vetro verde e annuncia un evento al quale alla figlia, di nuovo, non è concesso accedere: ella riesce a
ritrovare connessione solo per alcuni mesi, quelli del martirio.
Attraverso il ticchettio di un orologio vecchio, in mezzo all’odore della pelle del grande vecchio, scorrono le
ultime ore che lasceranno poi, spazio allo scorrere delle lacrime nere sul marmo scoppiato, frutto di un corpo
martoriato. Quel vecchio era stato un tempo il giovane della Dolce Vita, di Via Veneto, del cavallo della RAI,
il figlio partorito da quella Roma in bianco e nero, del Dopoguerra, da quegli anni di mancanza, di rinascita e
di speranza. Alla fine, tra le risate e la malinconia, la figlia-donna continua il suo esilio senza fine dalla patria famigliare, alla ricerca d’uno sguardo ricambiato che le dica finalmente:
Vai, Mio Sangue!».